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Cure Palliative

Il progetto

Il progetto aziendale relativo all’assistenza palliativa in Alto Adige è stato approvato dalla Giunta Provinciale con la delibera n. 3727 del 13.10.2008.

Delibera provinciale 3727/2008 

Tale progetto prevede un’adeguata rete di assistenza e quindi la creazione di un sistema basato su diversi livelli assistenziali: reparti per cure palliative, Day Hospice, ambulatori, team mobili, servizi di consulenza palliativa, assistenza domiciliare, hospice, hospice diurni.
Il progetto si avvale di un team di esperti appartenenti ai quattro comprensori sanitari di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico.  

Gruppo di lavoro del progetto “Cure palliative”


Definizione di cure palliative

L’Organizzazione mondiale delle Sanità (OMS) ha così definito la medicina palliativa:
"Le cure palliative sono cure attive e complete dei pazienti, in un momento in cui la malattia non risponde più ai trattamenti di cura e quando il controllo del dolore o di altri sintomi e dei problemi di carattere psicologico, sociale e spirituale è  fondamentale."

L’Associazione europea di cure palliative (EAPC) da una definizione di medicina palliativa molto simile a quella formulata dall'OMS:
“Complessivamente lo scopo delle cura palliative è dare al paziente e ai suoi familiari una migliore qualità di vita. Le cure palliative danno importanza al sollievo dal dolore e da altri sintomi, integrano gli aspetti fisici, psicologici e spirituali della cura del paziente, offrono un sistema di assistenza al malato perché possa vivere in modo attivo fino alla morte, ed un sistema di sostegno alle famiglie per aiutarle ad affrontare la malattia e il lutto.”

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A chi si rivolgono?

I destinatari delle cure palliative sono i pazienti affetti da malattie progressive ed in fase avanzata, a inarrestabile evoluzione ed a prognosi infausta, per le quali ogni terapia finalizzata alla guarigione o alla stabilizzazione non è possibile né appropriata con particolare priorità per i casi in cui la malattia è associata a dolore cronico o severo o ad altri sintomi gravi. Di norma lo stadio della malattia ha raggiunto un punto in cui assumono importanza fondamentale gli interventi rivolti al mantenimento della qualità della vita.

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Criteri di eleggibilità

I criteri di eleggibilità che oggi vengono individuati come necessari per identificare la fase terminale della vita del paziente e per decidere l’ammissione ad un programma di cure palliative se contemporaneamente soddisfatti sono:

  • criterio diagnostico: presenza di neoplasia o altra malattia in fase evolutiva irreversibile; la diagnosi di malattia cronica irreversibile in fase terminale deve essere  ertificata da un medico esperto;
  • criterio terapeutico: assenza o esaurimento di tutti i trattamenti curativi specifici volti al controllo della malattia;
  • criterio prognostico: imminenza della morte, cioè sopravvivenza stimata non superiore a sei mesi in base ad indicatori prognostici validati scientificamente e alla esperienza e coscienza dei curanti;
  • criterio funzionale o sintomatico: presenza di sintomatologia invalidante con riduzione della performance di almeno il 50% all’indice di Karnofsky. Le difficoltà ad  individuare con certezza la durata della vita dei malati, soprattutto per quelli con malattie diverse dal cancro, ha portato alla ricerca ed alla proposta di altri criteri aggiuntivi.
  • È fondamentale ottenere il consenso del paziente e rispettare le sue volontà. Nel rispetto dell’autonomia decisionale e del diritto a conoscere la sue condizioni di salute, è opportuno che il paziente, prima della presa in carico, sia informato della sua inguaribilità o condizione di fine vita perché possa comprendere l’assistenza palliativa che gli verrà offerta ed accettarla.
  • Anche il consenso della famiglia è di fondamentale importanza e gli stessi devono essere informati preventivamente della possibilità di rapidi e improvvisi peggioramenti del loro congiunto e della possibilità, di fronte a sintomi non controllabili con le consuete terapie, che potrebbe essere attuata una sedazione del malato per evitargli inutili sofferenze.
  • Poiché nella pratica clinica il criterio temporale non è appropriato soprattutto per le malattie non oncologiche, può essere utile che gli operatori sanitari si ponessero quella che viene definita domanda sorprendente: “sareste sorpresi se la morte del paziente si verificasse entro sei mesi a causa della patologia da cui è affetto?”. Se la risposta è negativa, il malato è un buon candidato per le cure palliative.

L’ingresso in cure palliative, salvo particolari necessità valutate dai responsabili del servizio, non deve avvenire nella fase agonica e preagonica del decorso clinico del malato.

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