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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 17.10.2018 | 17:27

Restituire dignità alle vittime

Conferenza stampa per la presentazione dell’ultima uscita del mensile di cultura sudtirolese "Der Schlern" che questa volta ha dedicato spazio anche al tema del "Destino dei malati e dei disabili durante il periodo nazista”.

(d.s.) Martin M. Lintner, Gerhard Hölzle, Andreas Conca, Roland Döcker, Beate GaZoomansicht(d.s.) Martin M. Lintner, Gerhard Hölzle, Andreas Conca, Roland Döcker, Beate Ga

Si chiamavano Rosa, Walter, Agnes, Max, Elisabeth e Josef, Fidelis, Ida, Konrad, Josef e furono vittime del programma di eutanasia nazista. I destini commoventi di questi dieci bambini altoatesini sono al centro di un tema particolare pubblicato sul numero di ottobre di "Der Schlern", mensile dedicato agli studi culturali condotti in Alto Adige.

La tematica principale si articola in sei diversi contributi: all'inizio viene riportato l’elaborato di Martin M. Lintner, professore di Teologia morale a Bressanone, dal titolo "L'etica del ricordo". Egli ritiene che il ricordo delle vittime della psichiatria durante l'era nazista rappresenti prima di tutto un atto di umanità e giustizia postuma: "Queste persone erano (...) ridotte alla stregua di numeri o a casi particolarmente interessanti per lo studio di certe malattie. Il crimine dello sterminio, del quale sono state vittime, non deve essere il loro ultimo destino per sempre (...). Dallo stato di oggetti, per come furono trattate, ora potranno tornare ad essere ciò che erano e che sempre saranno: soggetti, esseri umani con una personalità ed una storia di vita uniche (...).

Andreas Conca, Primario del Servizio psichiatrico del Comprensorio sanitario di Bolzano, per redige la propria relazione dal titolo “Eutanasia tra i bambini dell’Alto Adige” si è messo alla ricerca di indizi che riguardassero i dieci bambini uccisi nel contesto del programma nazista. Per farlo ha contattato i parenti e le famiglie delle piccole vittime con l'obiettivo di riportare simbolicamente quei bimbi alla loro patria e permettere ai familiari di elaborare il lutto. Una parte essenziale dell'approccio a questa tematica riguarda la riflessione su come sia possibile rielaborare la dignità e la stima per tutte le persone coinvolte, al di là delle spiegazioni razionali di quanto percepito e compreso - "cultura del cuore".

Lo storico Stefan Lechner è uno specialista nel settore dei "Programmi di eutanasia e deportazioni naziste". Nel suo libro "Il collocamento dei deboli nel Terzo Reich" ha lavorato su quasi 300 casi. Nell'articolo di questo numero offre una panoramica del ruolo dei (singoli) medici altoatesini in questo difficile periodo storico.

Uno sguardo oltre l'Alto Adige viene offerto da Frank Schneider, Direttore della Clinica di Psichiatria, Psicoterapia e Psicosomatica presso l'Ospedale Universitario RWTH di Aquisgrana. Frank Schneider ha concepito la famosa mostra itinerante "Catturato, perseguitato, annientato. I malati e i disabili ai tempi del nazionalsocialismo" e nel suo reportage descrive la questione della responsabilità della psichiatria sotto il nazionalsocialismo.

La presentazione di un progetto scolastico europeo sulla disumanizzazione e sulla disumanità, a cura della dott.ssa Annelore Homberg, e la revisione del libro di Stefan Lechner "L’annientamento del debole nel Terzo Reich" dello storico originario di Monaco Gerhard Hölzle, completano il numero di ottobre di "Der Schlern”.

Per L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, che ha organizzato questa presentazione alla stampa, è importante anche partecipare attivamente alla “cultura della memoria della memoria” ed è interessata a portare avanti un lavoro di alta qualità. Il Coordinatore sanitario Roland Döcker, nei suoi saluti, ha spiegato questo approccio.


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Ripartizione Comunicazione, Marketing e Relazioni con il pubblico

Beate Gatterer, Athesia, caporedattrice „Der Schlern“, tel. 0471 925532

(LR/TDB)



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