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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 05.12.2018 | 11:02

Progetto „AppleCare“: Premio per la scienza 2018 all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige

L’innovativa idea di combattere l’allergia al polline della betulla con una terapia a base di mele ha convinto la Società austriaca di Dermatologia e venereologia.

foto da sinistra: Prof. Dr. Norbert Reider, Prof. Dr. Klaus EisendleZoomansichtfoto da sinistra: Prof. Dr. Norbert Reider, Prof. Dr. Klaus Eisendle

Il 1 dicembre 2018 è stato assegnato all’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, insieme all’Università Leopold Franzens e alla Facoltà di Medicina di Innsbruck, il premio (Poster) per la scienza 2018 della Società austriaca di Dermatologia e venereologia per il  Progetto „AppleCare“: una terapia a base di mele per combattere l’allergia al polline della betulla. L’idea di sviluppare questo progetto è nata a Bolzano, presso il reparto di Dermatologia, venereologia e allergologia, diretto dal primario prof. Klaus Eisendle. L’ipotesi iniziale è scaturita dalla presenza nelle mele di proteine simili a quelle contenute nei medicinali usati nelle terapie antiallergiche spiega il Primario.

Le allergie, specie nei paesi industrializzati, sono sempre più frequenti e in Alto Adige almeno un terzo della popolazione soffre di una allergia. Molte di queste persone presentano reazioni allergiche al polline di betulla e l’unica terapia efficace consiste in una progressiva desensibilizzazione a lungo periodo mediante assunzione controllata di questo allergene. Poter effettuare questa terapia attraverso la naturale assunzione di alimenti sarebbe quindi oltremodo vantaggioso e sicuramente positivo. “La forte somiglianza dell’allergene della betulla con la proteina della mela, tale da causare reazioni incrociate nei soggetti allergici, consente, di utilizzare la mela come rimedio terapeutico mediante una sua assunzione controllataspiega Klaus Eisendle. L’approccio multidisciplinare e l’utilizzo anche transfrontaliero di competenze scientifiche nel campo della medicina biomolecolare e chimica strutturale ha permesso di identificare le varietà e la quantità di mele che, consumate in modo controllato, possono essere adatte per il trattamento dell'allergia ai pollini. Si può quindi ipotizzare che l’assunzione di mezza o una mela al giorno potrebbe, in un prossimo futuro, sostituire le attuali terapie.

La preziosa collaborazione con il dott. Thomas Letschka del Centro di Sperimentazione di Laimburg ha permesso di dare concretamente il via a questo progetto attualmente ancora in corso e in lizza per essere finanziato dall’Unione Europea. Parafrasando, si può in questo caso tranquillamente confermare il detto „An apple a day, keeps the doctor away”.

(GF)


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