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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 30.09.2019 | 11:44

Gli altoatesini soffrono meno di depressione

È Roger Pycha, Primario del Servizio Psichiatrico di Bressanone e Coordinatore della Rete per la Salute Mentale dell’Azienda sanitaria, ad annunciare questa buona notizia in occasione della Giornata della Depressione: secondo il cosiddetto studio PASSI, il 6% della popolazione adulta italiana soffre di depressione, mentre il dato che riguarda l’area geografica tra Salorno e Resia è "solo" del 3,5%.

Gli altoatesini soffrono meno di depressioneZoomansichtGli altoatesini soffrono meno di depressione

Una buona ragione dunque per comunicare questa buona notizia proprio in occasione della Giornata della Depressione che si celebra il 1° ottobre: „Pare che il grande impegno di tanti anni stia dando i suoi frutti”, dichiara con soddisfazione Roger Pycha. Nel 2004 l’Alleanza Europea contro la Depressione ha iniziato la propria attività anche in Alto Adige con Pycha quale rappresentante, creando tutta una rete di consultori telefonici, iniziative di autoaiuto, punti di riferimento e servizi specialistici a duplice scopo: migliorare l’assistenza agli affetti da depressione e ridurre il tasso di suicidio. “Purtroppo”, così Pycha, “la depressione è la malattia che induce maggiormente al suicidio.” L’OMS stima che nel vicino 2020 la depressione sarà la seconda malattia più importante del pianeta e nel 2030 la più incisiva in assoluto. 

In Alto Adige ci si sta preparando a tutto questo. La “European alliance against depression” ha indicato la data del 1° ottobre come Giornata Europea sulla Depressione, mentre la “European depression association Italia” ha scelto il 19 ottobre per celebrare la Giornata Nazionale sulla Depressione.

Su indicazione dell’Assessore alla Sanità Thomas Widmann, in Alto Adige, entrambe le giornate saranno celebrate attraverso una serie di informazioni mirata sui media, con dei testimonial ed interviste ad esperti/e, nonché allestendo alcuni stand presso le zone d’ingresso dei quattro ospedali principali dove saranno offrenti gli opuscoli bilingui “Depressione - cosa fare” ed i biglietti per l’emergenza con i recapiti telefonici dei consultori Telefono Amico, Telefonseelsorge e Young and Direct, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Questi ultimi possono essere conservati nel portafoglio per passare inosservati e utilizzati per auto e mutuo aiuto con l’intento di salvare delle vite. 

Mentre l'OMS ritiene che il 4,4% della popolazione mondiale soffra di depressione, lo studio PASSI individua in Alto Adige una percentuale pari al 3,5% della popolazione adulta tra i 18 ed i 69 anni, un tasso che è notevolmente inferiore alla media nazionale del 6%. Probabilmente questa differenza è anche il frutto di 15 anni di sensibilizzazione della popolazione e di formazione di professionisti/e. Nella media le persone depresse in Alto Adige si vivono psichicamente malate per 200 giorni all'anno, lottano con disturbi fisici per 120 giorni all'anno e non se la sentono di reggere il lavoro e la vita quotidiana per 84 giorni all'anno. 

Molte ricerche confermano come le cause della depressione siano un insieme di predisposizione ereditaria, esperienze inconsce durante la prima infanzia, di tutta una storia di apprendimenti fallimentari e dell'immediato impatto di esperienze negative quali perdite o conflitti. Lo studio PASSI ha raccolto i fattori scatenanti dei disturbi depressivi: nel 21,4% si tratta di gravi difficoltà finanziarie; nel 7,1% di solitudine; nel 6,3% di basso livello di istruzione con sola scolarizzazione primaria; nel 6,1% di persone affette da almeno una malattia cronica; nel 5,6% di disoccupazione e nel 4,9% di cittadinanza straniera.

Tuttavia, lo studio PASSI D'ARGENTO, un’indagine che riguarda la popolazione provinciale over 65, dimostra un significativo aumento della depressività in età avanzata: il 9,5% di tutte le persone oltre i 65 anni sono depresse, tipicamente donne (12,0%) che rappresentano il doppio degli uomini (6,3%).  Anche in questa classe d’età la situazione sociale (isolamento) e finanziaria (povertà) sembrano essere incisive. 

I tre principali segni di depressione sono l'umore permanentemente cupo, la perdita di gioia ed interessi e la mancanza di energie, che durano almeno 2 settimane. Inoltre, disturbi del sonno, mancanza di appetito, calo di peso, disturbi della concentrazione, cachessia e bassa autostima sono indice di depressione esistente o in fase di sviluppo. Oggi, dal momento che viviamo in una società illuminata, ben informata sui disturbi mentali e capace di reagire in maniera opportuna, in Alto Adige è relativamente semplice rivolgersi da un medico o psicologo. Soprattutto la rete di volontari e volontarie, aiutanti ed esperti/e è stata a lungo preparata al fatto che le persone con depressione cerchino sempre più spesso aiuto. Riconoscere la depressione al più presto è il primo passo per curarla con successo. Un guadagno di tempo in questo caso è uguale a guadagnare energia vitale. I due approcci di trattamento più importanti sono la psicoterapia, cioè la cura con le parole e gli esercizi comportamentali, e la prescrizione di farmaci antidepressivi. 

Farmaci antidepressivi - maledizione o benedizione?
Gli antidepressivi non creano dipendenza. Essi non provocano uno scombussolamento al metabolismo cerebrale subito dopo l'assunzione (questa è la caratteristica di droghe o stimolanti quali la nicotina), ma lo influenzano nel corso di 3 o più settimane in maniera sostenibile tramite l’attivazione dei neurotrasmettitori (sostanze di messaggio tra le singole cellule nervose) denominati serotonina e noradrenalina, includendo a seconda della sostanza antidepressiva anche la dopamina. Per questo motivo, gli antidepressivi inducono sonnolenza e sono spesso utilizzati in pazienti con disturbi del sonno, proprio per evitare che si ricorra a sonniferi o tranquillanti, vale a dire le cosiddette benzodiazepine. Le benzodiazepine condividono con l’alcol il rischio di indurre dipendenza nel 5 % dei consumatori e sono i medicinali più comunemente prescritti al mondo.

La depressione è spesso una malattia grave, riconosciuta troppo raramente e non sempre trattata correttamente, l'uso crescente di antidepressivi è positivo e costituisce un utile beneficio per la salute pubblica (mentre l'uso di tranquillanti e di sonniferi dovrebbe essere limitato). Gli antidepressivi sono efficaci anche nei disturbi d'ansia, nei disturbi psicosomatici, nel trattamento del dolore e nelle turbe del sonno senza comportare alcun rischio di dipendenza.

Tuttavia, in una minoranza di pazienti l'improvvisa omissione di antidepressivi può portare ai cosiddetti fenomeni di sospensione, cioè ad irrequietezza, insonnia, nausea e sudorazione. Per questo motivo è consigliato un utilizzo personalizzato di tali farmaci con riduzione graduale della dose. 

Rete per la Salute Mentale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige
Nella primavera del 2018, l’Assessora alla Sanità Martha Stocker aveva istituito la Rete per la Salute Mentale come organo altoatesino di eccellenza in psichiatria e psicologia. L’organo, composto dai/dalle responsabili dei Servizi Psichiatrici, Psicologici e per le Tossicodipendenze, della Psichiatria infantile e del Centro terapeutico Bad Bachgart, ogni due anni nomina uno psicologo e un medico come Coordinatori. La rete si occupa delle questioni più scottanti e importanti nel settore della salute mentale in Alto Adige, dà consigli a livello politico e favorisce un utilizzo snello e veloce dei servizi sanitari per questo ambito. Il suo motto "percorsi brevi per una rapida guarigione" parte dall’ottica dei/delle pazienti. La rete ha sviluppato nuovi approcci nel campo dell'autismo e della psichiatria infantile, nonché nella cura delle persone con disturbi alimentari e dei migranti con problemi comportamentali. In futuro, il gruppo affronterà attivamente anche la questione della depressione, al fine di allineare in modo più specifico la prevenzione con i risultati scientifici, come ad esempio lo studio PASSI. 

Punti di contatto per gli interessati 24 ore su 24
I servizi di Pronto Soccorso degli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico offrono una reperibilità psichiatrica 24 ore su 24 e sono i punti cardine per situazioni acute di depressione a rischio di suicidio. Nei giorni feriali, durante l’orario d’ufficio, sono a disposizione i Centri di Salute Mentale ed i Servizi Psicologici, i Medici di Medicina Generale, gli Psichiatri e gli Psicologi privati. Consultori telefonici o digitali a bassa soglia sono Telefono Amico (numero verde 800 851 097) e Young+Direct (numero verde 840 036 366, Whats-App 345 0817 056, online@young-direct.it

Informazioni per i media
Roger Pycha, Coordinatore della Rete di salute mentale in Alto Adige, psichiatra, psicoterapeuta e primario del Servizio Psichiatrico di Bressanone, tel. 0472 812 942

(SF/TDB)



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