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Azienda Sanitaria dell'Alto Adige | 30.09.2020 | 15:01

(Sopra-)vivere grazie alla tecnologia moderna

L’uomo e la macchina – entrambi caratterizzano la medicina intensiva moderna, l’uno non può fare a meno dell’altro. Ora, il Primario Marc Kaufmann può illustrare un esempio particolarmente ben riuscito: tramite l’uso di una cosiddetta ECMO, una tecnologia all’avanguardia, introdotta per la prima volta nell’Ospedale di Bolzano, è riuscita a mantenere in vita un paziente in Covid-terapia intensiva con danni polmonari gravi. Buona notizia: ieri il paziente è stato trasferito a Vienna per un ulteriore terapia.

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La cosiddetta "Ossigenazione Extracorporea a Membrana”, abbreviata ECMO, è un piccolo miracolo tecnico: “Essa viene applicata quando si verificano disturbi gravissimi della circolazione o della funzionalità polmonare che non possono più essere controllati. Il dispositivo pompa continuamente il sangue del paziente attraverso un polmone artificiale, il cosiddetto ‘ossigenatore a membrana’ che garantisce lo scambio di gas - una sorta di piccola macchina mobile cuore-polmoni”, spiega Marc Kaufmann, Primario del Servizio di Urgenza ed Emergenza medica e capo delle operazioni mediche Covid-19.

La tecnica della macchina cardiopolmonare proviene dalla cardiochirurgia ed è utilizzata nella maggior parte nei grandi centri medici, in casi selezionati, per stabilizzare e trattare le emergenze delle funzioni vitali e i pazienti malati gravemente in terapia intensiva. A Bolzano da pochi mesi ci sono due dispositivi di questo tipo: «L’uso di una ECMO è molto complesso, non è adatta a tutti i pazienti in terapia intensiva e comporta naturalmente anche alcuni rischi. In singoli casi, tuttavia, è l'unica misura di terapia intensiva che ci rimane per offrire ai pazienti una possibilità di sopravvivenza. I polmoni e la circolazione così possono essere supportati durante questo periodo e la malattia di base può essere trattata ulteriormente.” 

Nel caso di un paziente che è stato curato per diverse settimane nel reparto di terapia intensiva Covid di Bolzano, è stata l’unica possibilità di salvataggio: dopo gravissime complicazioni dovute al Covid-19, non poteva sopravvivere senza il supporto tecnico ECMO. Con l'aiuto dell'ECMO è stato stabilizzato a tal punto, che ieri è stato possibile trasportarlo intensivo all'Ospedale universitario di Vienna. Per Pierpaolo Bertoli, Direttore sanitario, questo è un motivo di gioia: "Solo pochi mesi fa, i pazienti con queste complicazioni sarebbero inevitabilmente morti. Oggi, grazie al know-how del nostro personale altamente specializzato e grazie alle più moderne tecnologie, come in questo caso l'utilizzo dell'ECMO, le persone possono sopravvivere". 

"Respirare è vita" - raramente questa affermazione è così vera come nel caso di questo giovane uomo, che si spera tornerà presto a respirare spontaneamente grazie all'aiuto della ECMO. 

Informazioni per i media: Rip. Comunicazione, tel. 0473 263806

(SF/GT)



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