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Screening del tumore della mammella

A chi si rivolge

.Lo screening del tumore della mammella in provincia di Bolzano è contemplato nel programma per la prevenzione e la lotta contro le malattie neoplastiche (delibera provinciale n. 2076/1992). 

Sono invitate le donne residenti in età compresa tra i 50 ed i 69 anni, per le quali non risultano esami mammografici effettuati nel corso degli ultimi 18 mesi né trattamenti terapeutici per questo tumore.

Le signore interessate vengono invitate ad effettuare un esame mammografico tramite lettera. A partire dal 27 gennaio 2017 le pazienti residenti nel Comprensorio sanitario di Brunico, insieme all’invito, riceveranno già una proposta di appuntamento, da giugno 2017 ciò avverrà anche per le pazienti del Comprensorio sanitario di Bressanone e nel 2018 sarà la volta delle donne residenti nei Comprensori di Bolzano e Merano.


Cos’è la mammografia?

La mammografia è una tecnica diagnostica radiologica che consente di rilevare precocemente eventuali lesioni mammarie. Lo studio accurato delle mammelle permette di individuare anche anomalie di piccole dimensioni, come le microcalcificazioni. Per questo motivo la sua efficacia diagnostica è superiore alla palpazione clinica che riesce ad individuare solamente lesioni di dimensione superiore al centimetro.

Una diagnosi precoce è fondamentale poiché permette di salvaguardare la salute della donna e l’integrità del seno. I carcinomi mammari diagnosticati in fase precoce si risolvono positivamente nei 5 anni successivi. Se invece la scoperta avviene in una fase più avanzata, le possibilità di trattamento e guarigione sono molto più limitate.

Dunque la mammografia deve avere prima di tutto carattere preventivo. La sua ripetizione ad intervalli di tempo regolari è fondamentale per prevenire e sconfiggere quello che è il tumore maligno più diffuso per incidenza e mortalità nella popolazione femminile. L’efficacia diagnostica della mammografia può essere ridotta da alcuni fattori, come la presenza di protesi, l’età inferiore ai 50 anni, la densità del tessuto ghiandolare e il non aver mai allattato. In particolare al di sotto dei 40 anni bisogna considerare che la scarsa precisione diagnostica conduce in molti casi a scoprire falsi positivi, generando inutili timori nella giovane donna e sottoponendola ad ulteriori indagini che in molti casi si rivelano inutili.


Come si svolge la mammografia

Nel caso della mammografia si tratta di una procedura semplice, standardizzata che non richiede particolari attenzioni. La mammografia non necessita di alcun tipo di preparazione; non vengono somministrati farmaci e non è richiesto il digiuno o l’osservanza di particolari regole dietetiche. L’esame normalmente non è doloroso e per questo motivo non viene effettuata alcuna forma di anestesia. Dura in media una decina di minuti e non c’è bisogno dell’assistenza di terzi.

La mammografia viene eseguita con l’ausilio di un particolare strumento radiologico chiamato mammografo. Questo strumento è in grado di proiettare un fascio di raggi X direttamente sulla mammella. Al fine di rendere l’immagine più nitida e di ridurre al minimo le dosi di radiazione la mammella viene posizionata su un apposito sostegno e compressa leggermente tra due piatti plastificati. In questo modo i tessuti adiposo e ghiandolare vengono compressi e dissociati rendendo più facile il loro esame.

Normalmente si eseguono due proiezioni una dall’alto, e l’altra di lato (direzione cranio-caudale ed obliqua mediolaterale) per ogni mammella per un totale di quattro radiografie. Il tempo di compressione ed acquisizione dura pochi secondi e normalmente non provoca fastidi o disagi particolari. Nel caso la situazione lo renda necessario potranno essere eseguiti ulteriori proiezioni per individuare con maggiore certezza eventuali anomalie.


Possibili esiti e prossimi passi

L’esito dello screening sarà comunicato alla paziente per lettera dopo circa un mese dall’esecuzione dell’esame. Nel 95% dei casi la mammografia non evidenzia alcuna alterazione, e in tal caso le donne vengono invitate a ripresentarsi due anni dopo, alla scadenza successiva. Se l’esito della mammografia è incerto, è necessario effettuare ulteriori esami radiologici alla mammella, che consentano di evidenziare meglio le zone sospette. Alla fine delle indagini si può escludere, nella maggioranza dei casi, il sospetto di un tumore. Solo in rari casi è necessario eseguire una biopsia per dissipare ogni dubbio.

Precauzioni

L’unica precauzione da attuare durante la preparazione all’esame riguarda le donne in età fertile. In questi casi è opportuno eseguire la mammografia nella prima metà del ciclo (fra la fine della mestruazione e l’ovulazione) poiché in questa fase è possibile escludere un’eventuale gravidanza ed il seno si presenta meno teso e più comprimibile.

La mammografia non deve quindi essere effettuata durante la gestazione, specialmente durante i primi tre mesi poiché le radiazioni potrebbero causare gravi problemi al feto. Si consiglia pertanto di evitare l’esame se non è possibile escludere con certezza un'eventuale gravidanza. Durante la fase postmenopausale è generalmente possibile eseguire l'indagine in qualunque momento.

Limiti dello screening

Lo screening mammografico è un metodo di diagnosi precoce. Ciò significa che esso non permette di evitare l’insorgenza di una patologia. Pur essendo, allo stato attuale, un sistema di diagnosi precoce per l’individuazione di un tumore alla mammella molto efficiente, lo screening mammografico non garantisce una sicurezza totale, in quanto non è in grado di riconoscere la totalità delle lesioni neoplastiche mammarie, ad esempio tumori molto piccoli.

Un ulteriore limite è rappresentato dal fatto che, in qualche raro caso, il tumore si può sviluppare anche durante l’intervallo biennale tra un esame e l’altro; in questo arco di tempo si consiglia pertanto di prestare attenzione ad ogni eventuale alterazione sospetta della mammella.

Per ulteriori informazioni: tel. 0471 907 199, ore 8-12