Quando mancano le parole

07/04/2025, 13:15

In occasione di un seminario, il 2 aprile, organizzato dall'Abbazia di Novacella e dal Centro Terapeutico Bad Bachgart dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, l'attenzione si è concentrata sull’incapacità di parlare che hanno le persone traumatizzate.

Convegno Il Linguaggio del trauma
Convegno Il Linguaggio del trauma

 Il Direttore del Centro terapeutico Bad Bachgart dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, Martin Fronthaler, ha avuto un ruolo di primo piano nella concezione dei contenuti. Sotto il titolo “Il linguaggio del trauma - Rendere un trauma raccontabile”, esperte ed esperti di psicoterapia e pedagogia del trauma, del lavoro in ambito sociale, del diritto e delle professioni sanitarie si sono incontrati per uno scambio interdisciplinare.

La conclusione principale è che i traumi non si manifestano solo attraverso sintomi fisici o emotivi, ma soprattutto nell'incapacità di esprimere a parole ciò che è stato vissuto. Questa incapacità di verbalizzare rappresenta uno dei maggiori ostacoli nel processo di guarigione.

Sylvia Wintersperger ha spiegato come i traumi blocchino la memoria biografica e ha sottolineato la necessità di riconoscere le diverse forme di espressione. Nella pedagogia del trauma, presentata da Axel Schmid, il concetto di “nutrimento successivo” era in primo piano: le persone con traumi di attaccamento e di sviluppo hanno bisogno di cure emotive successive e di confini chiari. Il rafforzamento delle risorse esistenti costituisce la base del processo di guarigione.

Donatella Arcangeli, Primaria della Psichiatria dell'Età evolutiva dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, ha dedicato il suo intervento agli effetti dei traumi non trattati sullo sviluppo dei bambini, in particolare nei disturbi dello sviluppo neurologico. Michele Marconi ha presentato l'intervento assistito da animali, in cui gli animali, soprattutto i cavalli, possono stabilire un legame speciale con le persone traumatizzate attraverso la comunicazione non verbale.

Giada Maslovaric ha presentato approcci orientati al corpo con l'approccio “bottom-up”, che combina lo yoga trauma-informed e l'EMDR. Ada Lentini ha aggiunto la bioenergetica, che scioglie i blocchi fisici. Verena Nagler ha chiarito la necessità di conoscere il quadro giuridico, per la sicurezza legale sia delle operatrici e degli operatori che per le/i pazienti.

“Lo scambio di diversi approcci terapeutici non è solo utile, ma fondamentale per un lavoro efficace sul trauma”, ha spiegato Magdalena Pramstaller, moderatrice dell’evento. La varietà dei metodi consente alle specialiste e agli specialisti di lavorare in modo più individuale e orientato alle esigenze.

“Ciò che rende così prezioso questo convegno non è solo l'aumento delle conoscenze, ma soprattutto la creazione di una rete che va oltre i confini della propria disciplina”, ha sottolineato Magdalena Pramstaller in conclusione. “Il trauma parla molte lingue - e noi, in quanto professionisti, dobbiamo imparare a capire e tradurre questi diversi linguaggi”. L'apprendimento reciproco è essenziale per l'ulteriore sviluppo del lavoro sul trauma. “Quello che oggi ci portiamo via è sicuramente la consapevolezza che insieme possiamo ottenere di più di quanto ciascuno di noi possa fare da solo”.

Il Direttore del Centro terapeutico di Bad Bachgart ha tratto un bilancio positivo: “Mi sembra particolarmente importante che ci impegniamo in modo creativo verso il linguaggio delle persone traumatizzate e non ci disperiamo per i loro silenzi. A Bad Bachgart stiamo già utilizzando diversi approcci: laboratorio di scrittura, terapia creativa, terapia del movimento, procedure basate sulla consapevolezza, interventi con animali e terapia del linguaggio. Per il futuro, ciò significa che dobbiamo continuare a puntare sulla formazione congiunta, sulla professionalizzazione e sullo scambio rispettoso. Il convegno ha chiarito che l’interfacciarsi tra i diversi approcci terapeutici è fondamentale. Con un'ampia gamma di metodi, possiamo lavorare in modo davvero individuale e orientato alle esigenze. Questo apprendimento reciproco è imprescindibile per aiutare veramente le persone traumatizzate”.

MS/SF/TDB

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