Un servizio dell'Azienda Sanitaria dell'Alto Adige
Radiologia
La Radiologia è una branca moderna della Medicina che, attraverso esami altamente specialistici, aiuta a trovare le diagnosi.
Dove ci trovate?
Sede:
Via G. Rossini 5, piano rialzato
39012 Merano (BZ)
Segreteria:
lunedì-venerdì ore 10:30 - 12:30 e ore 13:30 - 15:30
- Tel.: +39 0473 267 990
- E-mail: rad.me@sabes.it
Responsabile
Primario
Dott. Matthias Joachim Fischer
Coordinatore
Manuel Sperandio (coord. tecnico)
Sostituto
Massimo Favalli (Ambito tecnico)
Ulteriori contatti
Centro senologico - Orario prenotazione
Tel: +39 0473 264 004
lunedì - venerdì dalle ore 13:30 alle ore 14:30
E-mail: BGZCS.me@sabes.it
Centro senologico - Orario sportello
Tel: +39 0473 264 003
lunedì - venerdì dalle ore 8:00 alle 12:30 e dalle ore 13:00 alle 16:00
Risonanza magnetica - Prenotazione:
Centro Unico di Prenotazione
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-mail: prenotazioni@asdaa.it
Principali obiettivi
La Radiologia è una branca moderna della Medicina che, attraverso esami altamente specialistici, aiuta a trovare le diagnosi.
Da quando, nel 1895, il fisico Wilhelm Conrad Röntgen scoprì la radiazione X, è possibile “guardare dentro il corpo umano”. L’Ospedale di Merano è costantemente aggiornato in questo settore, ed è in grado di offrire tutte le modalità radiologiche all'avanguardia.
Servizi medici
- Radiologia convenzionale
- Risonanza magnetica
- Tomografia assiale computerizzata (TAC)
- Ecografia
- Mammografia
- Densitometria ossea DEXA
- Angiografia/Radiologia interventistica
Il nostro team
Personale medico:
dott. Matthias Joachim Fischer (Primario), dott.ssa Noemi Belleggia, dott.ssa Alexia Bestagno, dott. Antonio Chiaravalloti, dott.ssa Paola D'Antoni, dott.ssa Esmeralda Eshja, dott. Filippo Giorgini, dott. Noumsi Guensom Ghislain, dott. Emiliano Innamorato, dott. Earl Llapi (medico specializzando), dott.ssa Christine Lerchner, dott.ssa Liliana Loreti, dott. Giovanni Mancò, dott.ssa Daniela Mandrillo, dott. Carmine Mazza, dott. Luca Panebianco, dott.ssa Giuliana Pifferi (medico specializzando), dott. Blerti Troshani, dott.ssa Astrid Wallnöfer (Vice Primaria), dott.ssa Francesca Zanier
Personale infermieristico
Samuele Pompanin, Corrado Zacchino
Personale tecnico di Radiologia:
Carola Alessi, Cinzia Bertagnolli, Alessia Bertolini, Paola Boninsegna, Giulia Brugnara, Erica Chieregato, Giulia Chistè, Verena Chizzali, Massimiliano Costantino, Luca Cubich, Sieglinde Dal Lago, Ivan Falconetti, Irene Fischer, Stefan Gamper, Demis Grandi, Manfred Holzner, Silvia Höllrigl, Evelyn Huber, Thomas Ilmer, Elisabeth Kellermann, Hanna Ladstätter, Nicole Lorenz, Massimo Marchi, Daiana Mele, Nico Miotto, Mauro Munaretto, Katrin Paulmichl, Patrizia Polloni, Amerigo Raso, Norberto Ruffini, Matteo Scandola, Christian Seyr, Giovanni Vezzali, Max Windegger
Ambulatori
Dove
Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando
Lunedì - venerdì, ore 8:00 - 12:30 e ore 13:00 - 16:00
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: Malattie polmonari-cardiache, fratture, logoramento, tumori e infiammazioni
Referto
Consegna referto/lastre/copie (dopo 3 giorni lavorativi)
Dove: Ospedale, piano rialzato, Ufficio Ticket
Quando: Lunedì - venerdì, ore 7:30 - 16:30 continuato
Ritiro del referto da parte di terzi: solo concesso con delega e copia della carta d'identità del paziente
Copie delle radiografie su CD: copie delle radiografie su CD di esami già refertati si fa al momento dal lunedì - venerdì, ore 8:00 - 12:00 e ore 13:00 - 16:00
Maggiori informazioni
Come funziona una radiografia?
Per effettuare una radiografia, si emette da una fonte di radiazioni (normalmente un tubo radiogeno) una breve radiazione temporanea. Questa passa attraverso il corpo esaminato ed esce dalla parte opposta dove viene utilizzata per imprimere la pellicola. Nel metodo tradizionale le radiazioni che arrivano sulla pellicola modificano le proprietà chimiche di questa in maniera da ottenere un'immagine radiografica.
Con la digitalizzazione si cambiano le pellicole radiologiche con cassette che contengono una piastra che memorizza l’immagine (CR) o con apparecchi che producono direttamente un’immagine digitale (DR). Queste immagini digitali vengono refertate su apposite stazioni di refertazione (PC) ed archiviate in un archivio digitale. Queste immagini possono essere stampate su pellicola o registrate su un CD.
Esecuzione di una radiografia
Per una semplice radiografia convenzionale normalmente non é necessaria alcuna preparazione specifica.
- Entrato in diagnostica: liberare la parte anatomica da esaminare, togliere eventuali gioielli.
- Protezionistica: prima di certi esami radiologici si posiziona una protezione di piombo nella zona del bacino per proteggere gli organi della riproduzione.
- Posizionamento: la parte del corpo in questione viene portata per esposizione in una determinata posizione o meglio posizionata tra la piastra radiologica (cassetta) e il tubo radiogeno.
- Esposizione: il movimento comporta un’immagine sfuocata con limitazione della qualità di diagnosi o errore di diagnosi. Per questo motivo viene chiesto durante gran parte delle radiografie di trattenere il fiato e di stare immobili per la durata dell’esposizione. Per ottenere un alto livello di sicurezza di diagnosi si eseguono normalmente almeno due radiografie (due proiezioni diverse).
Dove
Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: RM del cranio, della colonna vertebrale, del collo, angiografia, dell'addome superiore e del bacino, articolazioni
Maggiori informazioni
Che cos'è la risonanza magnetica?
Con la Risonanza Magnetica è possibile, senza l’esposizione a radiazioni ionizzanti, ricavare delle immagini di sezioni del corpo umano. Con un'alta risoluzione e un grande contrasto tra i tessuti si ottiene una migliore raffigurazione delle strutture anatomiche rispetto alla gran parte delle modalità di diagnostica per immagini.
Come funziona la risonanza magnetica?
La Risonanza Magnetica è una diagnosi per immagini che utilizza i protoni di idrogeno, che si trovano in grandi quantità nel corpo umano. I protoni d’idrogeno hanno un impulso di rotazione al loro asse costante, il cosiddetto spin, che spesso viene paragonato con una trottola che gira. Durante l’esame viene cambiato l’allineamento magnetico dei protoni d’idrogeno del corpo.
I protoni che girano come trottole allineati nel campo magnetico vengono influenzati con impulsi d’alta frequenza ottenendo in seguito un impulso emesso dal corpo esaminato che può essere captato/misurato con delle bobine. Questi segnali vengono elaborati e producono delle immagini trasversali del corpo umano. Ultimamente si possono visualizzare i vasi sanguigni anche senza l’applicazione di cateteri. Diverse funzioni e condizioni del corpo umano possono essere misurati con la risonanza magnetica, come la vascolarizzazione dei tessuti, la concentrazione di ossigeno, la diffusione e anche le attività del cervello. In qualche caso è necessario iniettare un mezzo di contrasto che viene solitamente tollerato bene e che può essere utilizzato anche in caso di allergia nei confronti di mezzi di contrasto iodati.
Esecuzione di una risonanza magnetica
Al fine di evitare controindicazioni individuali o rischi particolari, prima dell'esame Le viene consegnato un questionario da compilare.
Informazione
I nostri medici specialisti La informano sul decorso dell’esame. Normalmente non è necessaria alcuna preparazione particolare.
Durata
Ca. 30/60 min. Ogni tipo di oggetto magnetico è da togliere. I pazienti con pace-maker o protesi dell’orecchio interno (impianto cocleare) non possono eseguire l’esame.
Esecuzione
Per l’esecuzione dell’esame, il paziente verrà posizionato al centro di una cavità cilindrica della larghezza di ca. 70 cm. Questa cavità rimarrà aperta per tutta la durata dell’esame, è di colore chiaro e ben arieggiata. L’apparecchio diagnostico si trova in una zona schermata e viene controllato attraverso una finestra ed una telecamera. Un sistema di citofono, permette al paziente di parlare con il medico e con i tecnici di Radiologia durante l’esecuzione dell’esame. Per tutta la durata dell’esame il paziente viene tenuto sotto controllo.
Acquisizione delle immagini
Durante l’esecuzione dell’esame è necessario restare fermi e calmi, per non creare artefatti sulle immagini. Il rumore che si sentirà sarà quello di un battito, dovuto all’invertimento della polarità del campo magnetico. Per ridurre il fastidio provocato dal rumore verrà consegnata al paziente una cuffia protettiva (anche con musica).
Mezzo di contrasto
Per una corretta diagnosi di malattia, è talvolta necessario l’utilizzo di un mezzo di contrasto, da introdursi per mezzo di una iniezione intravenosa. Il medico fornirà tutte le delucidazioni durante il colloquio informativo preliminare. Il m.d.c. non è radioattivo e viene eliminato nel corso di alcune ore. Sebbene non siano conosciuti effetti dannosi, alle donne in gravidanza non viene iniettato il m.d.c. per motivi prudenziali.
Le donne che allattano, per motivi di sicurezza, dovrebbero anche eliminare il loro latte nelle 24 ore successive alla somministrazione del m.d.c.
Per una corretta diagnosi di malattia, è talvolta necessario l’utilizzo di un mezzo di contrasto, da introdursi per mezzo di una iniezione intravenosa. Il medico fornirà tutte le delucidazioni durante il colloquio informativo preliminare. Il m.d.c. non è radioattivo e viene eliminato nel corso di alcune ore. Sebbene non siano conosciuti effetti dannosi, alle donne in gravidanza non viene iniettato il m.d.c. per motivi prudenziali.
Le donne che allattano, per motivi di sicurezza, dovrebbero anche eliminare il loro latte nelle 24 ore successive alla somministrazione del m.d.c.
Controindicazioni di una risonanza magnetica
La Risonanza Magnetica funziona mediante l'accostamento di campi magnetici con onde ad alta frequenza (onde radio). Il corpo non viene sottoposto a radiazioni. Con la risonanza magnetica non possono essere esaminati:
- Pazienti portatori di pacemaker cardiaco
- Pazienti con protesi acustica (impianto cocleare)
- Pazienti con pompa di insulina o stimolatori neurologici
- Pazienti con febbre alta
- Pazienti con valvole cardiache artificiali possono eseguire l'esame solo dopo accordo con il medico responsabile, e solo dopo l'esibizione della tessera della protesi valvolare. Nella maggior parte dei casi (bioprotesi) è possibile eseguire l'esame senza problemi.
- I pazienti ai quali è stato applicato uno stent coronarico, possono eseguire l'esame quattro-sei settimane dopo l'impianto.
- Per le donne che si trovano nelle prime 12 settimane di gestazione, si valuta con accuratezza, se l'esecuzione dell'esame è indispensabile o meno.
Dove
Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: Emorragie cerebrali, dimostrazione e/o esclusione di processi tumorali, infiammazioni come a.e. raccolte di pus (ascessi) o infiammazioni come p.e. nella regione del polmone, cuore, densità ossea, vasi e restringimento di vasi arteriosi o rappresentazione di trombi nei vasi venosi
Maggiori informazioni
Medico responsabile: Primario dott. Joachim Fischer
Con i moderni apparecchi della tomografia computerizzata è possibile, nello spazio di pochi secondi, rappresentare tutte le parti del corpo umano. Le immagini così prodotte sono immagini in genere assiali delle parti esaminate. La regione analizzata viene rappresentata come fosse sezionata in fette.
La TAC è un metodo radiologico. Nella moderna TAC a spirale il tubo radiogeno ruota in maniera continuativa attorno alla parte del corpo che deve essere esaminata. Di fronte al tubo radiogeno, dalla parte opposta del paziente, si trova il sistema di rilevamento delle immagini (detettore). Durante una rotazione completa del tubo radiologico intorno al corpo viene emesso un fascio a ventaglio di raggi x che attraversa il corpo.
L’attenuazione di questi fasci di radiazioni viene rilevata da un detettore che si trova dietro al paziente. Da questo grande numero di dati, il computer elabora un quadro, che rispecchia le diverse densità. Come sulle radiografie, le strutture dense, come ad es. le ossa o le calcificazioni, appaiono chiare, mentre invece le strutture meno dense, come ad es. tessuti adiposi o aria vengono rappresentati molto scuri.
Le parti molli ed i liquidi hanno una densità media. L’esame viene refertato su pellicola o a monitor e può essere visualizzato in vari piani spaziali.
Come funziona la tomografia computerizzata (TAC)?
Per la maggior parte degli esami TAC è opportuno l'impiego del liquido del mezzo di contrasto. Per una migliore valutazione e delimitazione di strutture circostanti, l’intestino tenue viene contrastato attraverso una lenta somministrazione di liquidi. Durante l’esame viene spesso iniettato anche del mdc intravenoso. A tale scopo, prima dell’esecuzione dell’esame, viene posizionata una cannula di plastica nella vena del paziente. Il paziente viene posizionato supino sul tavolo diagnostico. Per l’esecuzione dell’esame della regione toracica ed addominale è necessario posizionare le braccia sopra la testa. Dopodiché il tavolo trasporterà il paziente all’interno dell’apparecchio TAC. Gli apparecchi moderni utilizzati hanno un’apertura molto ampia, cosa che esclude nella maggioranza dei casi la possibilità dell’insorgere di claustrofobia. Prima di tutto viene acquisita un’immagine panoramica. Questa immagine corrisponde ad una radiografia frontale o laterale con un basso dosaggio di radiazioni. Sulla base di questa immagine panoramica, il tecnico di Radiologia può pianificare esattamente l’esame TAC, delimitando la zona da esaminare. Dopo una breve pausa (programmazione dell’apparecchio) segue l’esame vero e proprio. Per gli esami della zona toracica ed addominale è necessario trattenere brevemente il respiro. Nella norma, l’esame ha la durata di pochi minuti.
Riguardo all’esposizione a radiazioni
La TAC è un procedimento radiologico, nel senso che, sebbene le immagini vengano prodotte con l’ausilio di un computer, i dati per l’elaborazione di queste immagini vengono acquisiti attraverso radiazioni ionizzanti. La TAC comunque offre, in confronto alla Radiologia convenzionale, una capacità diagnostica nettamente superiore praticamente in tutti i settori in cui essa trova applicazione. Questo incremento della capacità diagnostica necessita tuttavia l’impiego di una maggiore esposizione a radiazioni ionizzanti.
Possibili controindicazioni
Seri effetti indesiderati da utilizzo di mezzo di contrasto accadono molto raramente. All’inizio il paziente ha la sensazione di un forte calore, che può manifestarsi in tutto il corpo (solo per breve tempo). Raramente possono anche verificarsi effetti collaterali da lievi a rilevanti dovuti a reazioni allergiche al mezzo di contrasto, per es. nausea e vomito, eruzione cutanea, prurito, senso di soffocamento o reazioni del sistema circolatorio. Gravi effetti collaterali dovuti alla somministrazione di mezzo di contrasto sono molto rari, ma nel caso in cui insorgano, devono essere trattati con l’intervento della medicina intensiva. Nel caso in cui il paziente sia a conoscenza di possibili allergie, gli verranno somministrati farmaci antiallergici adatti come prevenzione.
I mezzi di contrasto somministrati contengono una rilevante quantità di iodio. Nel caso in cui fosse nota una iperfunzionalità tiroidea è necessario comunicarla in anticipo. Altresì devono essere comunicate sia una patologia renale che l’uso di medicinali per ipoglicemizzati.
Le donne in gravidanza vanno sottoposte all’esame solo in casi assolutamente eccezionali e solo sulla base di una indicazione indispensabile.
Dove
Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: Addome superiore e inferiore, esami dei vasi sanguini, addome (vasi renali, aorta), esami dei vasi del collo, dell'estremità superiore, dell'estremità inferiore, tiroide, apparato motorio (valutazione delle malattie muscolari e delle lesioni muscolari, anche per la diagnostica di lesioni capsulari e legamentose), ecografia della mammella (come ulteriore indagine di referti clinici o mammografici sospetti). Non esistono controindicazioni per le indagini ecografiche.
Maggiori informazioni
Che cos'é l'ecografia?
Gli ultrasuoni non vengono solo utilizzati nel campo della Medicina, ma vengono utilizzati anche in natura da alcune specie per l’orientamento.
Come sappiamo i pipistrelli si orientano di notte senza vedere evitando scontri con eventuali ostacoli. I pipistrelli emettono ultrasuoni captando il riflesso che viene utilizzato per l’orientamento. In medicina si utilizzano le stesse modalità: emissione e captazione di ultrasuoni dopo l’interazione (dispersione e riflessione) con i tessuti.
Come funziona l'ecografia?
Nel momento in cui una fonte sonora si muove verso un soggetto in ascolto o si allontana da esso, cambia la frequenza delle onde sonore emesse in analogia con la velocità dell’onda (Effetto Doppler). In medicina, con l’aiuto di questo effetto, possono essere determinate le velocità dei flussi sanguigni, ed è quindi così possibile trarre delle deduzioni riguardo a modificazioni o restringimenti dei vasi.
Serve un mezzo di contrasto?
Per la diagnostica ecografica sono stati sviluppati alcuni mezzi di contrasto che vengono utilizzati in casi eccezionali. Sono composti esclusivamente da piccole particelle di gas. Per poterle introdurre nel corpo ed ottenere un effetto che dura qualche minuto, queste particelle sono state rivestite (di solito con molecole di zucchero).
Cosa sono i vantaggi di un esame ecografico?
L’esame ecografico si effettua senza l’utilizzo di radiazioni. Per questo il paziente ha la possibilità di eseguire controlli a breve distanza di tempo senza subire rischi. Per tale motivo l’ecografia è utilizzata anche in gravidanza, in ostetricia e in pediatria. Il risultato dell’esame e la capacità diagnostica dipendono strettamente dalla preparazione del paziente e dalla sua collaborazione. Gli apparecchi ecografici sono costruiti in maniera tale da poterne trarre un grande vantaggio: la mobilità. Grazie ad essa, l’apparecchio ecografico può essere portato dal paziente (bedside test) ed è quindi possibile eseguire l’esame in qualsiasi luogo. Grazie all’altissima frequenza di immagini offerta dall’ecografia, è possibile analizzare gli organi e le strutture e ricavarne un’immagine in tempo reale. Chi esegue l’esame, ha la possibilità di seguire e rappresentare i rapidi movimenti organici, ed attraverso un movimento senza interruzione della sonda può rappresentare le strutture da varie prospettive. L’associazione e l’utilizzo contemporaneo di diverse indagini ecografiche (Ecografia duplex e triplex) permettono la rappresentazione precisa di movimenti dinamici. Queste tecniche vengono utilizzate soprattutto nella rappresentazione diagnostica di processi degenerativi a carico del sistema vascolare. A differenza di altre tecniche radiologiche, l’ecografia è una tecnica che dipende molto dall'operatore che esegue l’esame. Si tratta infatti principalmente di un processo dinamico per il quale una documentazione con singole immagini non è facile. Gli esiti dell’esame vengono valutati direttamente da chi lo esegue.
Come funziona un esame ecografico?
Durata: dai 15 ai 30 min. circa. Per alcuni quesiti diagnostici verranno richiesti particolari ritmi respiratori, per poter esaminare gli organi dell’addome senza movimenti. E’ necessario l’utilizzo di un gel cutaneo per ecografia; quest’ultimo è leggermente viscido e freddo, ma non ha effetti collaterali e può essere ripulito subito dopo l’esecuzione dell’esame. Per l’esecuzione dell’esame all'addome si richiede il digiuno (ed anche l’astinenza dal fumo). Nel caso di forte meteorismo, sarebbe anche opportuna una preventiva preparazione per la riduzione del contenuto gassoso. Per la valutazione dell’addome inferiore è necessario che la vescica non sia stata svuotata.
Dove
Ospedale, Centro Senologico, piano rialzato a destra
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: La mammografia è indicata come chiarimento di processi degenerativi sospetti a carico del seno. In particolare, si tratta di mutamenti come ad esempio noduli, retrazioni del tessuto cutaneo, retrazioni del capezzolo, secrezioni dal capezzolo e ingrossamenti a carico dei linfonodi ascellari. Per le donne comprese nella fascia di età tra i 50 ed i 69 anni è utilizzata come esame preventivo da ripetersi ogni due anni (mammografia di screening). L’esistenza di familiarità (tumore al seno della madre o della sorella) è considerato un fattore di rischio di rilievo. Nel caso di pazienti già operate al seno, la mammografia è utilizzata al fine di riconoscere tempestivamente eventuali recidive della malattia. Nel corso dei primi 5 anni seguenti all’intervento, la mammografia va ripetuta annualmente.
Maggiori informazioni
Mammografia di screening (prevenzione)
Dove: Ospedale, Centro Senologico, piano rialzato a destra
Quando: tramite invito dell'Azienda Sanitaria con appuntamento prefissato
Spostamento o cancellazione dell'appuntamento:
Centro Unico di Prenotazione Provinciale (CUPP) per la Prevenzione
lunedì-venerdì ore 8:00 - 16:00,
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: cupp-prevenzione@asdaa.it
Accesso: L'esame mammografico viene eseguito tramite la specifica lettera di invito del programma di screening mammografico (donne di età compresa tra 50 e 70 anni) inviata dal Centro Tumori di Bolzano. La richiesta del medico quindi non è necessaria.
Come funziona la mammografia?
Per esaminare radiologicamente il seno si utilizzano, a differenza delle altre indagini radiologiche, radiazioni a bassa energia. Solo grazie a questo tipo di radiazioni è possibile ottenere una differenziazione ottimale (contrasto) tra le diverse parti molli del seno che per la loro densità si presentano molto simili. Questa radiazione viene prodotta dalla macchia focale del tubo radiogeno. Con dei filtri si filtrano le radiazioni ottimali per l’esame radiologico. È necessario un fuoco piccolo poiché solo così è possibile la rappresentazione precisa di strutture molto sottili (microcalcificazioni 0,1 mm). Per migliorare la qualità dell’immagine, è necessario evitare qualsiasi movimento del seno durante l’esecuzione dell’esame. Per ogni mammografia, vengono effettuate due radiografie per seno. In caso di dubbi, si possono eseguire ulteriori proiezioni.
Come si esegue l'esame mammografico?
Durante l’esame mammografico, la paziente viene assistita da un tecnico sanitario di radiologia medica. Non è necessaria alcuna preparazione particolare. E’ opportuno comunque non utilizzare deodoranti o talchi il giorno dell’esame. Gli esami preventivi sarebbero da eseguirsi preferibilmente durante il periodo della prima metà del ciclo, dato che in questo periodo la compressione del seno risulta meno dolorosa ed anche perché si possa escludere una eventuale gravidanza. Alla mammografia non sono connesse complicazioni.
Non è necessario nessun mezzo di contrasto. Soltanto nel caso in cui si presenti una secrezione a carico del capezzolo, può essere utilizzato del mdc, che viene inserito attraverso una fine sonda nel dotto galattoforo. Per migliorare la qualità dell’immagine, è da evitarsi qualsiasi movimento del seno durante l’esecuzione dell’esame. Il seno da esaminare viene posizionato e compresso tra la cassetta che contiene la pellicola ed un tubo di plexiglas. Questa compressione, non solo diminuisce gli artefatti da movimento durante l’esecuzione della radiografia, ma aumenta altresì il contrasto e la rappresentazione di microstrutture. Una buona compressione diminuisce il carico di radiazioni e dura solo poco tempo.
Controindicazioni di una mammografia
Nella mammografia non sono date assolute controindicazioni. In ogni modo, prima dei 35 anni, ed in particolare prima dei 20 anni, è opportuno eseguire una mammografia solo nel caso in cui sussista un forte e fondato sospetto tumorale, per evitare un’inutile esposizione alle radiazioni.
In prima linea, si dovrebbe cercare di effettuare una diagnosi ecografica. Nel caso di protesi mammaria dopo mastectomia, l’indagine mammografica non ha molto senso. Nel caso invece di una protesi per ingrandire il seno, si esegue l’esame per escludere un processo tumorale a carico del seno.
Dove
Ospedale di Silandro, Radiologia
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Centro Unico di Prenotazione Provinciale
Tel.: 100 100 (pref. 0471, 0472, 0473, 0474)
E-Mail: prenotazioni@asdaa.it
Accesso
Impegnativa del medico di famiglia o specialista
Indicazione: in caso di sospetto di osteoporosi (perdita di massa ossea), per donne dopo la menopausa con aumentato rischio osteoporosi, per controlli dell'osteoporosi successivi o per monitorare la terapia, in caso di sospetto di osteomalacia, in caso di fratture ossee in assenza di trauma importanti, in caso di disturbi maschili e femminili ad elevato e chiaro rischio osteoporosi (ad es. di abuso di alcol e fumo da nicotina, casi di osteoporosi in famiglia, diabetici o carenze nutrizionali).
Maggiori informazioni
Medico responsabile: dott. Joachim Fischer, primario della Radiologie
Che metodo di densitometria ossea viene offerto a Silandro?
La densitometria ossea informa sulla struttura e stabilità delle ossa. Esistono diversi metodi di misurazione della densità ossea: quello più diffuso e l‘unico riconosciuto dalla WHO e dall‘Organizzazione centrale di osteologia come metodo di riferimento è la misurazione con la cosiddetta „DXA“ (Dual-Energy X-Ray Absorptiometry), abbreviato „DEXA“.
La DEXA è basata su metodi radiologici convenzionali, impiega però due tubi radiogeni a potenza differenziata. Con questo metodo la densità ossea può essere determinata e indirettamente approssimata tramite il contenuto di calcio e idrossiapatite. La DEXA riconosce la predisposizione ad una maggior riduzione del deposito di sali minerali nelle ossa e conseguentemente all‘insorgenza dell‘osteoporosi. Possono quindi essere prescritte misure (dieta, attività fisica) e terapie (farmaci come ad es. gli alendronati), che arrestino l‘evoluzione.
Si stima che un terzo della popolazione femminile caucasica sopra i 50 anni soffra di osteoporosi e più del 75% di casi non vengono diagnosticati. Questa malattia porta a fragilità delle ossa e ad un maggior rischio fratture ossee, che si possono verificare anche a seguito di cadute non importanti. Ogni donna all‘inizio della menopausa dovrebbe sottoporsi ad una DEXA.
Come funziona la densitometria ossea?
L‘assorbimetria radiologica a doppio spettro (DEXA) è la procedura standard consigliata per la misurazione della densità ossea. Vengono esaminati l‘articolazione dell‘anca e la colonna vertebrale lombare (eccezionalmente l‘articolazione del polso). L‘esame mette in evidenza già ad una bassa esposizione radiogena piccoli cambiamenti della densità ossea.
Che rischi ci sono?
Uno svantaggio di quasi tutti i metodi per la misurazione della densità ossea è che vengono impiegati raggi x. L‘esposizione alle radiazioni delle apparecchiature DEXA moderne va da ca. 1 fino a 6 µSv . Questo è un dato di gran lunga inferiore della media annuale da esposizione attraverso le radiazioni terrestri (ca. 2 µSv).
Come viene eseguita la densitometria ossea?
Preparazione della o del paziente
- liberarsi di tutti gli oggetti metallici
- nessuna radiografia Barium negli ultimi sette giorni
altrimenti non è necessaria alcuna preparazione, non è richiesto il digiuno.
Durata dell‘esame: ca. da 20 a 30 minuti totali. L‘esame stesso dura 10 minuti circa. La/Il paziente si sdraia su di un lettino simile ad un lettino per le visite e durante l‘esame non può muoversi. Vengono eseguite radiografie al segmento superiore del femore come pure alle vertebre lombari.
Ulteriori informazioni vedi foglio informativo "Densitometria ossea all'Ospedale di Merano".
Dove
Ospedale, piano rialzato, Radiologia
Quando
Su richiesta
Prenotazione
Il medico specialista prenota direttamente il paziente all'angiografia
Accesso
Richiesta da parte dei medici specialisti dei singoli reparti
Indicazioni: es. sindrome occlusiva periferica vascolare con evidente limitazione del percorso di marcia (percorso di marcia inferiore a 200 m, Stadio-Fontaine IIb), quale preparazione ad un intervento radiologico mini-invasivo (ad es. dilatazione con catetere a palloncino) o intervento chirurgico, sospetto di forte restringimento dei vasi sovraortici quale esame preoperatorio, alta pressione sanguigna non trattabile: esclusione/conferma di una stenosi arteriosa renale, rappresentazione di dotti organici (ad. es. biliari) quale preparazione preoperatoria o interventiva.
Maggiori informazioni
Che cos'è un'angiografia?
L’angiografia è la rappresentazione invasiva di vasi mediante cateteri con mezzo di contrasto. Normalmente l’angiografia viene eseguita come angiografia digitale a sottrazione d’immagine (DSA).
L’ulteriore intervento terapeutico su patologie, risultanti dall'angiografia (ad. es. restringimento di vasi), mediante cateteri a palloncino e Stent (protesi vascolari) viene considerato come terapia minimamente invasiva.
Che differenza c'è tra un esame angiologico e un esame radiologico?
Tecnicamente, non esistono particolari differenze tra un apparecchio angiografico ed un normale apparecchio radiologico digitale con scopia. L’angiografia è tuttavia in grado di produrre più immagini per secondo per far apparire un quadro dinamico del flusso dei vasi. L’apparecchio angiografico è composto da un tavolo motorizzato ed un tubo radiogeno con amplificatore di brillanza disposti normalmente su un arco a C. Durante l’esecuzione dell’esame, questo arco a C viene mosso lungo ed intorno al paziente, per poter così cogliere i vasi da diverse angolazioni e per un tratto più lungo possibile.
Come funziona un esame angiografico?
Dopo i chiarimenti relativi ai rischi ed allo scopo dell'esame, in anestesia locale, in arteria o vena viene introdotto un ago speciale. Punzione, in zona inguinale o del gomito, di un’arteria dopo anestesia locale. Attraverso l’ago da punzione, viene introdotto nel vaso sanguigno un filo molto fine e flessibile. Attraverso questo filo conduttore (guida), viene posizionato un catetere nella zona da esaminare. Durante l’esecuzione dell’esame è possibile che si renda necessario il cambio del catetere, il che avviene ancora attraverso il filo conduttore. Per poter riconoscere e valutare i vasi sanguigni, viene introdotto un mezzo di contrasto. Quest’ultimo può provocare una leggera sensazione di calore. Durante l’iniezione di mezzo di contrasto vengono eseguite delle riprese radiografiche delle zone da esaminare in sequenza veloce. Le riprese vengono acquisite elettronicamente ed elaborate con il computer, in modo tale da rappresentare soltanto i vasi interessati (la cosiddetta angiografia a sottrazione digitale DSA). Durata media: ca. 30 min; talvolta, a seconda della procedura, anche un po’ di più. Dopo rimozione del catetere, la zona punta viene compressa per ca. 10 min. e poi bendata con una fasciatura di compressione. A seconda del diametro del catetere utilizzato, è consigliabile un riposo a letto da 4 a 12 ore. Il bendaggio va tenuto per circa 24 ore.
Controindicazioni di un'angiografia
Una predisposizione alle emorragie o un’infiammazione generalizzata (sepsi) rappresentano una controindicazione relativa. L’angiografia può essere eseguita anche nel caso in cui sussista una possibile reazione allergica al mezzo di contrasto iodato; normalmente, nelle reazioni allergiche anamnesticamente indicate, si tratta soltanto di episodi di poca rilevanza. In questi casi si può eseguire l’esame senza effetti collaterali, utilizzando particolari farmaci.
Nel caso in cui siano conosciute gravi reazioni allergiche al mdc (shock anafilattico), è opportuno evitare l’impiego di mdc iodato. Nel caso di disturbi della funzionalità tiroidea è possibile l’insorgere di controindicazioni. Questo dipende dal metabolismo della tiroide, e deve essere chiarito prima dell’esecuzione dell’esame. Nel caso di disturbi della funzionalità renale (valori della creatinina elevati) c’è il rischio di un aumento del disturbo fino alla perdita completa della funzionalità renale. In questo caso è opportuno discutere sulla possibilità di eseguire al riguardo altre indagini (ad es. ecografia doppler, risonanza magnetica).
In rari casi è possibile il verificarsi di ematomi nella zona della punzione. Modificazioni della parete vascolare (ad. es aneurisma) o infezioni in questa zona sono molto rare. In casi molto rari è possibile il verificarsi di una lesione dei vasi, soprattutto quando si è in presenza di degenerazioni dei vasi, come calcificazioni gravi, con restringimento o chiusura del vaso, o in presenza di una trombosi.
Poiché questo evento è prontamente verificabile nel corso dell’esecuzione dell’esame, si può intervenire subito con opportuni trattamenti. Nel caso di elevata sensibilità allergica al mdc iodato (precedentemente sconosciuta) possono verificarsi effetti collaterali lievi quali, starnuti, senso di nausea, prurito ed eruzione cutanea, oppure più seri, quali reazioni cardiache e circolatorie fino all’arresto cardiaco. Per questo motivo, le stanze adibite a questi esami, sono sempre attrezzate per un intervento di rianimazione d'urgenza.
Fogli informativi
- ID 4029 Consenso alla presenza di accompagnatori in sala esami
- ID 2434 Scheda informativa e questionario per esame di risonanza magnetica (RM)
- ID 6617 Richiesta d'esame con RM
- ID 4024 Somministrazione di soluzioni/gel o preparati farmaceutici durante esame di risonanza magnetica
- ID 4020 Preparazione per colonscopia virtuale
- ID 3997 Tomografia computerizzata
- ID 4022 La colonscopia virtuale
- ID 14945-23 Coronaro-TC/Cardio-TC
- ID 4002 Richiesta d'esame contrastografico parenterale
- ID 4062 Esame radiologico delle prime vie digestive
- ID 2428 Infiltrazione delle faccette articolari/neuroforaminali
Ultimo aggiornamento: 03/12/2025