Il lato oscuro dell'estate
Giornate più lunghe, sole, cielo azzurro, notti miti, pantaloni corti e T-shirt: l’estate promette una vita più facile e rilassata rispetto al resto dell’anno. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, perché non tutto ciò che la bella stagione porta con sé è positivo per noi.
“Sommer, Sonne, Sonnenschein, zieh’ ich mir furchtbar gerne rein” cantavano i rapper tedeschi “Die Fantastischen Vier” nel 1992. Oggi sappiamo che prendere troppo sole non va affatto bene e sicuramente non è salutare. Chi ha reso popolare l’equazione per chui abbronzatura è uguale a salute e uguale a fascino? Dopo tutto, per molto tempo, la pelle chiara è stata considerata un segno di nobiltà, mentre la pelle abbronzata apparteneva solo a braccianti, contadini e marinai.
La leggenda vuole che sia stata la famosa stilista Coco Chanel (1883– 1971) ad aprire la strada al trionfo della pelle abbronzata. Durante una gita in barca in Costa Azzurra, all’inizio degli anni Venti, dimenticò il suo ombrellino per proteggersi dal sole. Il sole e l’acqua riflettente fecero il resto e Chanel tornò sulla terra ferma con una grave scottatura. Rientrata a Parigi, il rossore era scomparso per lasciare spazio a un’abbronzatura uniforme. “Sembravo piena di energia”, si rese conto in seguito Chanel, e questa consapevolezza le piacque molto. Per la prima volta nella storia della moda, decise quindi che per la successiva sfilata avrebbe assunto solo modelle abbronzate. Questo diede il via a una nuova tendenza che continua ancora oggi, anche se ormai conosciamo molto bene i pericoli di un’eccessiva esposizione ai raggi UV.
Sole e salute
L’Alto Adige è una delle regioni europee con uno dei tassi più alti di tumori della pelle in rapporto alla popolazione. I motivi sono l’altitudine della regione, il forte soleggiamento, ma anche le abitudini degli altoatesini che amano praticare i loro hobby all’aperto. “Ma”, afferma Klaus Eisendle, Primario del Reparto di Dermatologia dell’Ospedale provinciale di Bolzano, "bisogna anche considerare che in Alto Adige abbiamo un’elevata aspettativa di vita. La probabilità di ammalarsi di melanoma aumenta con l’età".
Per quanto riguarda la prevenzione, Eisendle ha un’opinione chiara: “La migliore prevenzione contro il melanoma è e rimane la prevenzione primaria, cioè la protezione solare. È stato dimostrato che una protezione solare costante porta a un rischio minore di sviluppare il cancro della pelle”.
Non è ancora stata riscontrata una riduzione significativa del rischio per quanto riguarda la prevenzione secondaria, ovvero i controlli annuali della pelle da parte di un dermatologo. Questo anche perché i melanomi si sviluppano spesso nel giro di poche settimane. "Per questo motivo, controllare regolarmente la propria pelle è particolarmente importante", spiega Eisendle, "se si notano cambiamenti sospetti nelle macchie di pigmentazione, è bene farle controllare. Ma non fraintendete, coloro che appartengono ai gruppi a rischio devono in ogni caso sottoporsi a controlli regolari".
Un altro effetto sulla pelle, in conseguenza di una forte esposizione ai raggi solari, spesso non viene considerato, prosegue Eisendle: "Se la pelle è spesso esposta al sole, questo favorisce la formazione di rughe". Quindi, se si vuole apparire giovani più a lungo, bisogna evitare il sole, consiglia il Primario. Secondo Eisendle, i bambini dovrebbero essere particolarmente protetti, preferibilmente con una maglietta a maniche lunghe antiraggi UV o almeno con una crema con un alto fattore di protezione UV. "Mentre i neonati non devono assolutamente essere esposti al sole", conclude Eisendle.
“Controllare la propria pelle in autonomia è particolarmente importante e i cambiamenti sospetti della pigmentazione vanno sempre verificati.“
Non solo buon umore
Se si vuole rovinare completamente l’umore di un appassionato dell'estate, una sola parola è sufficiente: cambiamento climatico. Le previsioni dipingono un quadro drastico per le estati future in Europa e nel mondo. Ad esempio, il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente intitolato “European Climate Risk Assessment”, pubblicato all’inizio di quest’anno, afferma: "Il cambiamento climatico indotto dall’uomo sta colpendo il pianeta. Il 2023 è stato l’anno più caldo sulla Terra e la temperatura media globale per il periodo tra febbraio 2023 e gennaio 2024 è stata di 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali.
Il riscaldamento sta progredendo più velocemente nel continente europeo rispetto agli altri continenti. Gli eventi di calore estremo, un tempo relativamente rari, stanno diventando più frequenti e i modelli di precipitazione stanno cambiando. Gli acquazzoni e altre precipitazioni stanno aumentando di intensità, il che ha portato a inondazioni catastrofiche in diverse regioni negli ultimi anni. Allo stesso tempo, l’Europa meridionale può aspettarsi una diminuzione significativa delle precipitazioni totali e siccità più gravi".
Le estati europee degli ultimi decenni, caratterizzate da notti estive miti e temperature diurne tollerabili, stanno ora lasciando il posto a estati calde con massime giornaliere intorno o addirittura superiori ai 40 gradi Celsius, interrotte da piogge torrenziali. La sensazione di un’estate leggera e divertente non vuole più materializzarsi.
Il rapporto continua: “Gli eventi di caldo estremo, che espongono gran parte della popolazione allo stress da calore, si verificano sempre più frequentemente, soprattutto nell’Europa meridionale e occidentale. Nonostante i significativi investimenti in piani d’azione per la tutela della salute dal caldo, nell’estate record del 2022 sono stati registrati in Europa tra i 60.000 e i 70.000 decessi prematuri”.
Il caldo e la psiche
“È vero che la temperatura non influisce solo sul corpo, ma anche sul cervello”, conferma Andreas Conca, Primario del reparto di Psichiatria dell’Ospedale Provinciale di Bolzano. “Quando la temperatura esterna oscilla molto, ad esempio, teniamo fino a nove sedute di consulenza al giorno in aggiunta al programma previsto”.
Inoltre, una meta-analisi pubblicata nel 2021 ha mostrato che per ogni aumento di temperatura di un grado Celsius, c’è un rischio di malattia mentale maggiore dello 0,9%. Può sembrare poco in termini relativi, ma per l’Alto Adige significherebbe 500 malattie mentali in più all’anno. Lo stesso studio conferma anche che più fa caldo, più aumentano i ricoveri nelle cliniche psichiatriche.
Conca fa un paragone con l’influenza: "L’influenza non aumenta solo la temperatura corporea, ma anche quella del cervello. Alcune persone si sentono esauste, sonnolente e così via. Qualcosa di simile accade quando il cervello è esposto al calore esterno, soprattutto quando si tratta di persone già vulnerabili".
Da un anno il reparto di Psichiatria dell’Ospedale Provinciale di Bolzano registra con precisione la temperatura esterna giornaliera per poter individuare scientificamente eventuali correlazioni.
“Quando fa caldo, non è solo importante far riposare il corpo, ma anche dare alla mente e all’anima la possibilità di rilassarsi”. Secondo Conca, durante l'estate, la pelle, il cervello e il cuore hanno bisogno di una protezione speciale.
Perché chi si prende cura di se stesso, ottiene di più dall’estate.
Peter A. Seebacher/traduttrice: Tatiana De Bonis
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FA BENE
- Protezione solare (crema solare, cappello, occhiali da sole…)
- Abbigliamento leggero e arioso
- Bere molto (acqua, tisane e tè alla frutta non zuccherati, succhi di frutta e spritz alla frutta)
- Bevande ben temperate
- Sport all’aperto (evitare il sole e le ore del mezzogirono)
- Cibi leggeri, molta frutta e verdura
- Ambienti ben ventilati
- Dare al proprio corpo e alla propria mente il riposo di cui hanno bisogno (il caldo è stressante per entrambi!)
- Contatti sociali
NON FA BENE
- Prendere il sole senza crema solare Prendere il sole tra le 11.00 e le 15.00
- Tessuti che accumulano calore
- Bevande alcoliche o altamente zuccherate
- Bevande troppo fredde
- Sport all’aperto in caso di superamento della soglia di allarme per l’ozono
- Cibi grassi e difficili da digeriren
- Aria condizionata troppo fredda
- Sottoporre il corpo e la mente a uno stress aggiuntivo
- Stare seduti da soli nell’appartamento
