Manie, luce solare e psicofarmaci

07/07/2025, 08:00

L’estate è spesso percepita come la stagione della gioia, della spensieratezza e del sole splendente. Tuttavia, essa ha anche i suoi lati oscuri: lo spiega nel suo articolo Roger Pycha, Primario del Servizio psichiatrico del Comprensorio sanitario di Bressanone.

Foto: KI-Canva
Foto: KI-Canva

Ogni persona conosce momenti in cui si prova grande felicità. Purtroppo, però, anche forte irritabilità e scatti d’ira non sono estranei a nessuno. Normalmente, questi sentimenti sono adeguati alla situazione che li ha provocati e non durano a lungo. Tuttavia, se una persona reagisce in modo eccessivamente allegro o in maniera molto scostante per una settimana o più senza alcun motivo apparente, ride o si arrabbia continuamente e non prova più altri sentimenti, siamo al cospetto di una malattia mentale: la mania.

In estate, anche l’influenza della luce solare contribuisce ad aumentare gli episodi maniacali. Questa malattia è così particolare che molte persone non sanno nemmeno della sua esistenza. Le persone colpite appaiono per settimane o mesi sovreccitate, estremamente attive, sicure di sé, innaturalmente allegre o irritabili, hanno bisogno di pochissimo sonno, mangiano molto eppure dimagriscono. I malati sviluppano spesso manie di grandezza, si considerano grandi uomini d’affari, politici, amanti o fondatori di religioni. Infrangono le regole sociali, spendono molto denaro, sono disinibiti nei rapporti sociali e sessuali, consumano volentieri alcol o droghe. Si potrebbe dire che soffrono di un buon umore cristallizzato e di un eccesso di energia. Di norma si sentono in perfetta salute, mentre i loro familiari non riescono quasi più a sopportare la convivenza con loro. Circa il tre per cento della popolazione soffre di stati maniacali più o meno pronunciati.

Episodi maniacali

Il tasso di autoguarigione della mania è praticamente del 100%: prima o poi, ogni episodio maniacale finisce. Tuttavia, le persone affette hanno anche una probabilità pari di ricadere in nuovi episodi maniacali dopo mesi, anni o decenni. Inoltre, c’è un’alta probabilità che, nel frattempo, soffrano di eventi depressivi. Anche questi ultimi si esauriscono da soli, ma possono persistere per periodi di tempo molto lunghi e sono associati a un aumento del rischio di suicidio. Gli psichiatri chiamano questa malattia mentale “disturbo affettivo bipolare” perché i due poli dell’umore, ovvero la depressione e la mania, sono presenti in momenti diversi e causano grande sofferenza. La buona notizia è che tra gli episodi maniacali e quelli depressivi spesso intercorrono lunghi periodi di completa salute mentale.

Con l’avanzare dell’età, gli episodi maniacali diventano anche più rari, brevi e lievi. Un trattamento tempestivo di questo stato maniacale previene le conseguenze sociali più gravi, quali l’impoverimento, la rottura della relazione di coppia o la perdita del posto di lavoro. Oggi vengono utilizzati diversi farmaci preventivi, calmanti e che favoriscono la concentrazione, che spesso devono essere somministrati in maniera combinata. Come molte conquiste moderne, gli psicofarmaci sono visti dall’opinione pubblica in modo molto contrastante: al contempo una benedizione e una maledizione. È pur vero che, a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, farmaci efficaci contro i disturbi mentali gravi hanno reso possibile chiudere i grandi istituti psichiatrici in tutto il mondo e trasferire i trattamenti per lo più a casa o in regime ambulatoriale.

D’altro canto, tutti sono preoccupati dal fatto che sia possibile intervenire sul proprio cervello e che i farmaci possano modificare i propri sentimenti ed esperienze. Gli psicofarmaci devono quindi essere utilizzati con cautela e vanno somministrati da personale specializzato altamente qualificato. Se esistono alternative ai trattamenti farmacologici, queste sono quasi sempre molto più fini e meno angoscianti. Se però una terapia con psicofarmaci è inevitabile, deve essere effettuata secondo il principio “tanto quanto basta”.

Terapia

Tuttavia, nel trattamento della mania, la difficoltà principale è che i pazienti raramente si sentono malati o cambiati. Nella maggior parte dei casi, insistono con grande energia sulla “realizzazione di sé” e non vogliono essere disturbati. Per convincerli a seguire una terapia occorrono molta abilità e pazienza. Di solito, non dedicano tempo alle psicoterapie, preferendo assumere farmaci mirati sotto controllo medico. Alcuni pazienti devono essere convinti a ricoverarsi in ospedale perché causano troppo disturbo a casa. Quando la mania diventa eccessiva e mette a rischio la vita sociale della persona affetta, gli psichiatri e le psichiatre hanno il compito più spiacevole: curare forzatamente i pazienti in reparto. È sorprendente quanti di coloro che sono guariti ringraziano in seguito per essere stati protetti da sé stessi, anche contro la propria volontà.

Roger Pycha/Traduzione: Francesca March, Rocco Leo