Semplicemente da far saltare i nervi!
La primavera è arrivata, e la natura si risveglia tra germogli e fioriture... una gioia per molti, ma un incubo per chi soffre di allergie e vorrebbe che questa stagione finisse il prima possibile. Ma non sono solo i pollini a creare disagi a grandi e piccini. Esistono anche le allergie e le intolleranze alimentari, così come quelle che scatenano problemi cutanei. Ci siamo chiesti: cosa significa essere allergici oggi?
Klaus Eisendle, Primario di Dermatologia all’Ospedale di Bolzano: “L’allergia più comune è sicuramente la rinocongiuntivite allergica, conosciuta colloquialmente come febbre da fieno o, nel caso specifico, allergia ai pollini. I più comuni fattori scatenanti dell’allergia sono dunque i pollini, seguiti da animali domestici, acari, muffe e lattice. Nel caso delle allergie ai pollini, le graminacee sono tra le principali responsabili e subito dopo vi sono i pollini degli alberi, in particolare quello della betulla che presenta cross-reattività con nocciolo e ontano.
Anche i pollini delle erbe e dell’olivo (cross-reattività con il frassino) possono causare reazioni allergiche. Per quanto riguarda gli animali, le allergie al pelo di gatto sono di gran lunga le più diffuse, ma anche quelle a cani, cavalli, mucche e piccoli animali come i porcellini d’India possono causare allergie. Oltre alla rinocongiuntivite allergica, esistono anche altre allergie come quelle ai farmaci, agli alimenti e al veleno di insetti (api, vespe) o quelle da contatto (ad es. al nichel)”.
Secondo Eisendle, a differenza di quanto accade ai nostri vicini del nord, in Alto Adige si riscontrano anche allergie all’olivo, una pianta che oltre il Brennero è praticamente assente. Nel sud Italia sono invece assenti le allergie al polline di betulla, poiché si tratta di alberi non diffusi nelle regioni più calde.
Le allergie si manifestano più frequentemente nella fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma possono colpire anche gli ultraottantenni e i bambini, spiega il Primario. Per quanto riguarda le terapie sintomatiche, sono disponibili antistaminici e preparati a base di cortisone sotto forma di spray, colliri o compresse. La rinocongiuntivite allergica (febbre da fieno, allergia agli acari, allergia al pelo degli animali) e l’allergia al veleno degli insetti, in molti casi, possono essere curate grazie a terapie di desensibilizzazione. Il vantaggio di questo tipo di terapie è che curano l’allergia e prevengono lo sviluppo di nuove allergie. Lo svantaggio è che si tratta di terapie che richiedono da tre a cinque anni per essere efficaci e quindi sono relativamente lunghe e costose. “La terapia può essere assunta sotto forma di iniezione o di compressa. Recentemente sono state sviluppate sempre più terapie orali, che hanno meno effetti collaterali e possono essere assunte a casa, mentre le iniezioni purtroppo devono essere somministrate sotto controllo medico”, spiega Eisendle. “Siamo anche riusciti a dimostrare che l’allergia al polline di betulla e la relativa allergia crociata alle mele, alle pomacee e alle drupacee possono essere curate mangiando mele ogni giorno”. La terapia di desensibilizzazione con le mele funziona bene quanto quella con le compresse contro il polline di betulla – un rapporto su questo è disponibile su Arte e ZDF (“Kampf gegen Allergien – Hilfe für das Abwehrsystem”– ZDFmediathek)”
Sabine Flarer/traduttrice: Tatiana De Bonis
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Molto utile a questo proposito ...
è l’attuale servizio di informazione sui pollini della Provincia di Bolzano (https://ambiente.provincia.bz.it/it/ aria/servizio-informazione-pollinica), che pubblica rapporti settimanali sulla presenza di pollini nell’aria. Su richiesta, il rapporto può essere inviato direttamente al proprio indirizzo e-mail. Naturalmente non si può passare tutto il giorno rintanati in casa se fuori si scatena una “tempesta” di pollini, ma forse è possibile programmare con più attenzione le attività all’aperto. Soprattutto nelle giornate calde, soleggiate, asciutte e leggermente ventose, ai soggetti allergici si consiglia di chiudere le finestre. Per superare al meglio questi momenti, si consiglia anche di non far asciugare il bucato all’aria aperta e di chiudere i finestrini delle auto quando si guida. Se è possibile, è consigliabile concedersi una pausa al mare o in montagna, poiché la brezza che soffia dal mare verso la terraferma durante il giorno è difficilmente inquinata da pollini e la produzione di pollini è solitamente più bassa ad altitudini più elevate.
Fonte: Agenzia Provinciale per l'ambiente e la tutela del clima