O.J. Simpson - Il processo del secolo

30/03/2026, 07:00

Dimenticate i vostri legal thriller preferiti perché questa docuserie in 4 puntate di Netflix è il classico esempio di come la cruda realtà possa superare qualsiasi finzione televisiva.

Nell’estate del 1994, non c’era giorno in cui non si parlasse di questo caso. Un cruento duplice omicidio, avvenuto la notte del 12 giugno, con annesso inseguimento trasmesso in tv del fuggitivo O.J. Simpson, ex-star di football americano e attore.

Era lui l’accusato numero uno per l’uccisione dell’ex-moglie, Nicole Brown, già vittima di numerosi maltrattamenti da parte di Simpson, e del cameriere 26enne Ronald Lyle Goldman, trovatosi presso l’abitazione di Brown per una serie di sfortunate coincidenze.

All’epoca (come oggi), la questione razziale negli USA era deflagrata nel ’91, dopo il pestaggio di Rodney King da parte di alcuni agenti di polizia di Los Angeles, poi prosciolti dalle accuse. Il verdetto sollevò violente proteste, che provocarono decine di morti. In pratica, un clima avvelenato, che finì per favorire Simpson. Lui rappresentato da tanti come un “perseguitato” perché nero di successo in una Los Angeles dove razzismo e discriminazione erano effettivamente all’ordine del giorno. In realtà, O.J. la fece franca non solo per via di una pressione mediatica senza precedenti ma anche per una serie infinita di clamorosi errori commessi dalla pubblica accusa. 

Dall’inquinamento delle prove all’avere tra i testimoni chiave un poliziotto apertamente razzista, che spergiurò in aula dicendo di non esserlo. E poi, il padre di tutti gli autogol processuali: fare indossare all’imputato i guanti di pelle usati dall’assassino. Simpson, che dovette coprirsi le mani con guanti in lattice per non inquinare il reperto, aveva già le dita gonfie perché aveva volontariamente smesso di assumere dei farmaci contro i reumatismi. Risultato: assolto dalle accuse dalla giuria dopo poche ore di camera di consiglio.

Il successivo processo civile sovvertì il verdetto e, anni dopo, Simpson finì anche in carcere per altre beghe legali. Tuttavia, morì lo stesso da uomo libero nel 2024.

Rocco Leo